Note
1 Le conquiste di Alessandro e le successive
guerre dei Diàdochi sconvolgono il mondo. Le piccole città
greche non possono più nutrire alcuna speranza di grandezza,
avendo perduto, con l'autonomia, il diritto di decidere della pace
o della guerra.. Nell'Atene del V e IV secolo, ogni cittadino, in
un certo senso, era principe
Però, da Cassandro, e soprattutto
da Antigono II in poi, la Grecia ha ormai un solo padrone. A.J. Festugière,
Epi-curo e gli dèi, Coliseum 1987, pag. 2.
2 Colui che vuole essere indipendente
dagli uomini e dalla Fortuna deve imparare a badare a sé stesso.
Il sag-gio del III secolo è un essere che "basta a sé
stesso" (autàrkes)
Al di là della scuola
di appartenenza, Cini-smo, Stoà o Giardino, questi sono i tratti
comuni ai saggi ellenistici. A.J. Festugière, op. cit., pag.
4.
3 A cura di Angelo Maria Pellegrino,
Epicuro, Lettera sulla felicità, Stampa Alternativa, 1992
4 Jean Brun, Epicuro, Xenia, 1996,
p.20-21
5 Jean Fallot, Il piacere e la morte
nella filosofia di Epicuro, Einaudi 1977, p. 7
6 Jean Fallot, op. cit., p.13; sottolineature,
amore e corsivi miei
7 Tra i sensi, è proprio l'occhio,
l'organo del platonismo; al contrario, in Epicuro, avrà preminenza
il tatto.
8 La preminenza delle realtà
ideali è data dalla loro immutabilità, mentre l'inferiorità
degli oggetti visibili è dovuta al loro incessante mutamento.
A.J. Festugière, op. cit., pag. 20.
9 A.J. Festugière, op. cit.,
pag. 34.
10 Domenico Pesce in Il pensiero stoico
ed epicureo, a cura di Rodolfo Mondolfo, La Nuova Italia1983, pag.
15
11 Riportato in Diogene Laerzio, De
vita epic.: Per questo anche Timoteo disse di lui: "il più
scarso dei fisici, e il più svergognato, venuto da Samo, maestro
di scuola, il più zoticone dei viventi".
12 Nell'orticello rustico di una piccola
casa di sobborgo (che gli era costata meno di quanto richiedevano
Pro-tagora e Gorgia per un solo corso di lezioni) -Bignone, L'Aristotele
perduto e la formazione filo filosofica di Epicuro, I, p.96
13 "Non si ha da temere gli dèi,
nella morte non si corre rischio alcuno, il piacere facilmente perdura,
facil-mente sopportabile con coraggio è il dolore". In
altri climi, con altri temperamenti, un tale metodo avrebbe potuto
condurre a una specie di annullamento della personalità analogo
al nirvana buddista. A.J. Festugière, op. cit., pag. 49.
14 A.J. Festugière, op. cit.,
pag. 55.
15 Tra l'altro possibile viene in mente
D.T.Suzuki, per cui il Satori era un'esperienza straordinariamente
svuo-tata di emozioni umane, in Saggi sul Buddhismo Zen, Ed.Mediterranee,
1984/85
16 A proposito di questo inedito accostamento
( quattro nobili verità e tetrafarmaco ), sembra che finanche
l'attacco sia lo stesso. A fronte della prima nobile verità
- dukka - ecco da dove parte Epicuro: Tutta la terra vive nel dolore;
ed essa ha per il dolore la più grande disposizione. Citato
da A.J. Festugière, op. cit., pag. 1
17 Curiosa assonanza con l'etimo della
parola religione; dal latino religare, legare di nuovo insieme quanto
era stato separato.
18 Domenico Pesce in Il pensiero stoico
ed epicureo, op. cit., pag. 16
19 Nella traduzione a cura di Margherita
Isnardi Parente, Epicuro, Opere TEA 1993, pagg.156/157
20 Sembra di sentire il Sutra del Cuore,
Maka Hannya Haramitta Shingyo: Oh discepolo, guarda!/la fisionomia
di ogni cosa è l'infinito:/non è il nascere, né
il perire,/non l'inquinare, né il purificare,/non il crescere,
né il diminuire
(nella versione redatta da Jiso Forzani
e Luciano Mazzocchi della Comunità Vangelo-Zen di Gal-gagnano).
Vedere, in proposito, Appendice quarta.
21 Jean Fallot, op.cit., p. 13
22 Domenico Pesce in Il pensiero stoico
ed epicureo, op. cit., pag. 16
23 Particolare e universale sono quindi
termini di un discorso complesso che coincide con la vita nella sua
evi-denza continua. Fin dall'origine.. essi sono presenti e non derivano
affatto da un esclusivo uso astratto del pensiero fuori della realtà,
ma dalla realtà stessa, colta nel suo immediato movimento (il
sentire). Epicuro, a cura di Carla Marcella tenti Monti e Aldo Monti,
op. cit., p.31
24 Jean Brun, Epicuro, op. cit., p.32
25 Diogene Laerzio, De vita epic.,
X, 31-32
26 Jean Brun, op. cit., 1996, p.33
27 Plutarco, Adv., Colote., 4, 1109
28 Jean Brun, op. cit., p.37
29 Tito Lucrezio Caro, la Natura, Rizzoli
Bur, 1976, vv.482-499
30 Tito Lucrezio Caro, op,cit., vv.464
31 Sesto Empirico, Adv. Math., IV,
464
32 Giorgio Colli, La nascita della
filosofia, Adelphi, pag.65/66
33 Epicuro, a cura di Carla Marcella
Tenti Monti e Aldo Monti, op. cit., p. 32
34 Epicuro, a cura di Carla Marcella
Tenti Monti e Aldo Monti, op. cit., p. 7/8; corsivi miei
35 Epicuro, a cura di Carla Marcella
Tenti Monti e Aldo Monti, op. cit., p. 9 A.J.
36 Festugière, op. cit., pag.
109, nota n. 25 A.J.
37 Festugière, op. cit., pag.
109, nota n. 25
38 Miscellanea da: Massime capitali,
XV, XXI; Sentenze Vaticane, XXV, LXVIII
39 Jean Fallot, op. cit. p.16
40 Jean fallot, op. cit. p. 18, sottolineature
mie.
41 Domenico Pesce in Il pensiero stoico
ed epicureo, op. cit., pag. 19
42 Domenico Pesce in Il pensiero stoico
ed epicureo, op. cit., pag. 19
43 Domenico Pesce in Il pensiero stoico
ed epicureo, op. cit., pag. 22 Jean Fallot, op. cit, p. 7
44 Domenico Pesce in Il pensiero stoico
ed epicureo, op. cit., pag. 22
45 Jean Fallot, op. cit, p. 7
46 Non è perciò irreligioso
chi gli dèi del volgo rinnega, ma chi le opinioni del volgo
applica agli dèi (Lettera a Meneceo)
47 Epicuro, a cura di Carla Marcella
Tenti Monti e Aldo Monti, op. cit., p. 38; sottolineature e corsivi
miei.
48 Tito Lucrezio Caro, op. cit., vv.
459-463
49 Jean Fallott, op. cit., p.14
50 Domenico Pesce in Il pensiero stoico
ed epicureo, op. cit., pag. 16
51 Epicuro, a cura di Carla Marcella
Tenti Monti e Aldo Monti, op. cit., p. 32
52 Domenico Pesce, Epicuro, Laterza,
1981, p.51
53 Domenico Pesce, Epicuro, op. cit.,
p. 50
54 Domenico Pesce, Epicuro, op. cit.,
p. 52
55 Domenico Pesce, Epicuro, op. cit.
p. 51/52
56 Domenico Pesce, Epicuro, op. cit.,
p. 52
57 Domenico Pesce, Epicuro, op. cit.,
p. 53
58 Diogene Laertio: Gli epicurei ..Respingono
la dialettica come superflua affermando che ai fisici deve bastare
recedere verso le voci delle cose. In Domenico Pesce, Epicuro, op.
cit., p.82
59 Domenico Pesce, Epicuro, op. cit.,
p. 82
60 Emanuela Severino, La filosofia
antica, Rizzoli 1984, pag. 48 Emanuela Severino, op. cit., pag. 50
61 Alan W. Watts. Parlando di Zen,
Ubaldini1997, pag. 112
62 La Stella del mattino, opuscolo
della Comunità Vangelo e Zen di Galgagnano, n°2/1998
63 Giorgio Colli, La nascita della
filosofia, Adelphi1975, pagg. 15/16
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