Corsi di cerimonia del tè - Cha no yu
Nome della maestra: Makiko Wakita
Makiko Wakita è nata a Hyogo; nel 1988 ha iniziato a studiare cerimonia del tè
sotto la guida del Maestro Murayama, della scuola Omotesenke.
Nel 1996 si è trasferita in Italia.
Corso Base
Si svolgerà in 5 incontri:
un sabato pomeriggio al mese.
1° incontro: sabato 18 settembre dalle ore 15.00.
le altre date verranno definite prossimamente.
Le iscrizioni sono aperte fino al 18 settembre.
Corso Avanzato
Date del corso :
Mercoledì 15 Settembre dalle ore 18.30 alle 20,00.
Mercoledì 20 Ottobre dalle ore 18.30 alle 20,00.
Mercoledì 17 Novembre dalle ore 18.30 alle 20,00.
Mercoledì 15 Dicembre dalle ore 18.30 alle 20,00.
Mercoledì 19 Gennaio dalle ore 18.30 alle 20,00.
Mercoledì 16 Febbraio dalle ore 18.30 alle 20,00.
Mercoledì 16 Marzo dalle ore 18.30 alle 20,00.
Mercoledì 20 Aprile dalle ore 18.30 alle 20,00.
Mercoledì 18 Maggio dalle ore 18.30 alle 20,00.
Mercoledì 15 Giugno dalle ore 18.30 alle 20,00.
Mercoledì 20 Luglio dalle ore 18.30 alle 20,00.
Si svolgerà una lezione al mese sempre il terzo mercoledì del mese.
Le iscrizioni sono aperte fino al 15 ottobre.
Sede di svolgimento del corso:
Associazione Areté - Via E. de Amicis 9/11 - Vicenza
Per informazioni, iscrizioni e costi, chiamare il seguente numero telefonico: 3407838828
o contattare la seguente email: chanoyuvicenza@alice.it
Ulteriori informazioni: www.iroha.it
La cerimonia del tè (chadô o sadô)
è l'arte della preparazione e del modo di servire il tè verde in polvere in presenza di ospiti seguendo precisi rituali. Una completa cerimonia del tè eseguita secondo le regole, comporta un pasto (chakaiseki) e due offerte di tè (koicha e usucha); dura circa quattro ore, durante le quali l'ospite impegna tutto sé stesso nel creare un'occasione di godimento estetico, intellettuale e fisico e di pace dello spirito per gli invitati.
Per ottenere questo, il padrone e la padrona di casa possono impiegare decenni, non solo per impadronirsi delle procedure accurate per servire il tè, ma anche per imparare ad apprezzare l'arte, l'artigianato, la poesia e la calligrafia, la composizione dei fiori e la cura del giardino. Tutti gli sforzi del padrone di casa sono indirizzati al godimento dei partecipanti, ma non si può dire che la cerimonia del tè sia un passatempo indulgente per gli invitati.
L'obiettivo è lo stesso del buddhismo Zen -vivere il momento- e l'intero rituale è progettato in modo che i sensi dell'invitato siano totalmente concentrati sull'evento e non distratto da pensieri mondani. Ci si può' domandare se una completa cerimonia formale del tè sia qualcosa che i giapponesi fanno regolarmente a casa come passatempo.
Non è' così'. E' raro che in Giappone al giorno d'oggi una persona possa concedersi il lusso di possedere una casa da tè o abbia le motivazioni per dare uno di questi ricevimenti. Dare un ricevimento col rituale del tè è sempre stato, con l'eccezione del clero buddhista, privilegio di una elité.
Dopo essere stato importato dalla Cina intorno al XII secolo, il tè verde incominciò a essere bevuto nei monasteri e nei palazzi dell'aristocrazia e dell'elité guerriera. Il tè fu dapprima bevuto come una sorta di medicina. Le prime cerimonie furono prevalentemente occasione di pretenziosa ostentazione, poi, in seguito all'influenza dei maestri buddhisti Zen del XIV e XV secolo, le procedure per servire il tè si svilupparono nella forma spiritualmente elevata nella quale milioni di studenti oggi praticano le cerimonia del tè nelle diverse scuole.
Un maestro del XV secolo, Juko Murata (1422-1502) infranse ogni regola di esecuzione del rituale del tè per un pubblico aristocratico in una modesta stanza di quattro tatami e mezzo. Il maestro del tè che perfezionò il rituale fu Sen no Rikyû (1522-1591). L'essenza della cerimonia del tè di Rikyû era il concetto di "wabi". Wabi letteralmente significa "desolazione". La filosofia Zen assume il carattere positivo di ciò' e insegna che la più grande ricchezza si trova nella desolazione e nella povertà, che ci inducono a guardare dentro di noi e a trovare la vera ricchezza spirituale là dove non abbiamo attaccamento alle cose materiali.
Per comprendere meglio la relazione fra lo zen e la cerimonia del te, riportiamo questo testo tratto da un saggio di Doghen Zenji ( 1200-1253) “Istruzioni a un cuoco Zen”:
“Le attività della vita quotidiana, con serena concentrazione possono divenire una pratica di illuminazione.
E’ difficile perchè la nostra mente corre quà e là come i cavalli selvaggi nei campi e le emozioni rimangono incontrollate, come le scimmie che si dondolano tra gli alberi.
Se solo ci fermassimo a riflettere sul cavallo e la scimmia, la nostra vita divverrebbe una cosa sola con il nostro lavoro. Cucinare è un mezzo con cui trasformiamo le cose mentre allo stesso tempo ne siamo trasformati, è essenziale purificare la nostra mente attraverso i gesti del lavoro quotidiano, essere consapevoli dell’assoluto e del relativo, maneggiate quindi anche solo una singola foglia di verdura in modo tale che essa manifesti il corpo del buddha, ciò a sua volta permette al buddha di manifestarsi in voi attraverso la foglia.”
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La maestra
Makiko Wakita
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