Appendice Seconda
Il processo della percezione
in Epicuro
Si potrebbe dire che basta una sola sensazione, ben compresa, per
spazzare via lastrattezza di tanta metafisica. Rimesso luomo
coi piedi per terra, Epicuro non dimentica che il compito che si è
prefisso è di offrire lo strumento per il vivere ed agire giusto.
Ma vediamo di completare il ragionare di Epicuro sul processo della
percezione. Oggetto reale (solido), simulacro (eidola), affezione
(propriamente sensazione) e rappresentazione o anticipazione (o anche
pensiero/giudizio). E questo il percorso logico del suo ragionare.
Dal corpo reale (solido) si staccano particelle atomiche che sono
come un calco fedele del corpo stesso (eidola) le quali incontrando
i nostri organi di senso provocano laffezione, propriamente
la sensazione. Trattandosi propriamente di contato tra le eidola (potremmo
dire limmagine atomica delle cose) e i sensi, il nostro conoscere
è, qualsiasi sia lorgano di senso investito, di natura
tattile. ..Al primato platonico della vista viene a costituirsi il
primato del tatto. Allaffezione, al contatto vero e proprio
succede quel che è detta anche prolessi, o anticipazione, ..un
condensato di sensazioni simili passate che, ribaltato verso il futuro,
anticipa altre sensazioni simili.. una sorta di impronta che il ripetersi
della sensazione viene a scavare nellanimo. Anche qui non si
esce dal primato della sensazione, dal contatto, e perciò dal
soltanto-presente. E la sensazione presente, difatti, che avendo
una sorta di eco, una risonanza a causa di quel che Epicuro dice impronta,
ci consente lanticipazione. Sul perché si resti interamente
e sempre nel presente è dato anche dal un altro argomento.
Nellanticipazione, ove non vi fosse la sensazione presente non
potrebbe risuonare nemmeno lanticipazione stessa (posso pensare
solo qualcosa che, in qualche modo, fa già parte del mio schema
concettuale); si è nel presente con laffezione presente,
e si resta nel presente pure con il rinvenimento di ciò che
nellimpronta- altre sensazioni presenti hanno depositato
nella coscienza. La sensazione infatti ed è sempre Diogene
Laertio a dirlo - è di per sé priva non soltanto di
ragione (logos) ma anche di memoria, esaurendosi tutta nel presente.
Ecco perché Epicuro può concludere che la sensazione
è sempre vera, che tutte le sensazioni sono vere, che se si
potesse dubitare di una sola di esse si dovrebbe dubitare di tutte
Come spiegare allora i cosiddetti errori dei sensi? Vi è, in
Epicuro, una sorta di processo della percezione diviso in due parti:
Corpo-simulacro-affezione-anticipazione o rappresentazione. In questa
prima parte, trattandosi di percezione per contatto, quindi tattile
anche quando si tratti del senso della vista o delludito, vi
è come una qualità oggettiva del processo stesso. Il
piede nudo sulla sabbia di una spiaggia lascia unimpronta che
è quella che è, oggettiva, inconscia, dovuta unicamente
al contatto tra un corpo che agisce, il piede, (che equivale al simulacro
staccatosi dal corpo reale ) e un corpo che subisce, la sabbia, (che
equivale ai sensi, la sensazione che ..è assolutamente passiva,
non aggiungendo né togliendo niente di suo, come precisa Diogene
Laertio ). E per questa parte del processo che vale laffermazione
di Epicuro sullassoluta veridicità della sensazione,
in quanto si è nel campo dellassoluta oggettività.
Non erra il simulacro che è sempre quello che è, anche
nel caso che si deformi; non erra la rappresentazione che sempre riproduce
il simulacro così come le perviene : esattamente come limpronta
del piede sulla sabbia. E allora? Corpo-simulacro-affezione-anticipazione
o rappresentazione-pensiero o giudizio. ..la falsità e lerrore
stanno sempre in cio che aggiungiamo con lopinione.. Né
lerrore esisterebbe, se noi non cogliessimo un altro movimento
in noi.. (Lettere ad Erodoto). Questaltro movimento è
quello del pensiero che nella conoscenza si congiunge alla sensazione
e, anziché limitarsi cone fa questa a prendere atto del simulacro
che lha colpito, formula un giudizio sulloggetto. Se io
affermo: -vedo il remo spezzato-, non erro perché è
vero che vedo il remo spezzato; erro, se affermo il remo è
spezzato-, ma in questo caso non mi limito al dato del senso ma formulo
unipotesi sulla realtà. Di fronte cioè alle voci
delle cose - si determinano due sensi opposti di un movimento che
può condurre o a un abbandono delle cose o a un ritorno verso
di esse. Sento solo io leco dei primi versi di quel che, nella
tradizione Zen, è detto il suo primo poema, lo Shin Jin Mei
di Sosan? La Via più alta non è difficile, ma non bisogna
scegliere..
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