Letture consigliate

Quando sei deluso
e pieno di dubbi, neppure
mille libri di sacre
scritture sono sufficienti.
Quando sei giunto alla
comprensione, anche una
sola parola è di troppo
.

Fen Yang

 


 

 

 

 

Andrè Cognard - Aikido Il corpo coscente

André Cognard

Aikido

Il corpo coscente

 

"La via aiki è creatrice di libertà e di differenza".

""la via è l'arte di educare i nostri corpi per diventare ciò che essi già sono, ossia delle coscienze".

Andrè Cognard, maestro di aikido, in qeusto libro per la prima volta propone una sintesi del lavoro sul corpo da lui approfondito attraversol'aikido e l'aikitaiso, secondo l'insegnamento trasmesso da Kobayashi Hirokazu Shihan. Creatore dell'Académie Autonome d'Aikido, egli rivendica la possibilità per ognuno di trovare uno spazio per esprimere la propria pratica.

Dopo aver enunciato i principi di base, sostenuti da argomentazioni proprie e citazioni anche inedite di O Sensei Morihei Ueshiba - fondatore dell'aikido moderno-, l'autore descrive le immobilizzazioni e le proiezioni caratteristiche di questa scuola. L'esplorazione tecnica è conclusa dal kokyu-ho, una pratica che agisce sulla mobilità della coscienza del corpo e dell'energia interiore.

Di tutte le tecniche trattate nel testo, inoltre, André Cognard fornisce gli strumenti per permettere una lettura allargata a discipline millenarie, come shiatsu e l'agopuntura, e mette in evidenza i collegamenti tra queste e l'aikido e l'aikitaiso - ch'egli definisce "pratica che coinvolge corpo e spirito".

Tratto dal libro.

 
Andrè Cognard - Aikido Il corpo filosofico

André Cognard

Aikido

Il corpo filosofico

 

Il corpo è "filosofo" e, se opportunamente interrogato, può far accedere la sua coscienza alla sua molteplicità interiore, punto di partenza per sperimentare e accrescere l'identità, la tolleranza, il piacere e l'accettazione dell'altro in s, che è una delle risposte dell'Aikido alla violenza del conflitto.

Il lavoro con la spada (aikiken) modifica profondamente le percezioni sensoriali e percettive, e quindi la nostra visione del mondo, autorizzando la conoscenza dell'io profondo.

Quest'opera non vuole spiegare in maniera esausitiva come praticare l'aikiken; per fare questo, infatti, non basta leggere un libro ma è necessario andare in dojo. L'obiettivo di questo libro è quello di permettere al lettore di interrogarsi sulla pratica in maniera costruttiva o di interrogarsi aulla vita se non è un praticante dell'Aikido.

Dice infatti l'autore:"Il mio Maestro mi ha dato una spada e mi ha insegnato come servirmene. La spada, e il suo uso, mi hanno dato la libertà di far sorgere questo me dentro me stesso, con e contro tutto. Racconterò una storia, quella del dovere spirituale.

Dirò come ume no tachi mi ha mostrato le fratture dello spazio e del tempo, come take no tachi mi ha rivelato i movimenti incontrollati della coscienza e i suoi rapporti da essa stessa ignorati con entità esterne che non sa ricosnoscere, come matsu no tachi mi ha permesso di capire l'importanza della memoria, e come tutti e tre questi principi mi hanno reso evidente la prodigiosa intelligenza del corpo".

Tratto dal libro.

 
Taisen Deshimaru - Lo Zen e le Arti Marziali

Taisen Deshimaru

Lo Zen e le Arti Marziali

Quando lo Zen giunse in Giappone, il paese era dilaniato da guerre civili, violenze, massacri, deportazioni di massa. Fu lo spirito Zen a trasformare le tecniche brutali della guerra in arti che avevano come fine l'efficacia bellica, ma la ricerca di sè, il perferzionamento interiore di chi le praticava. La spada, l'arco e le frecce si trasformarono da strumenti di morte in supporti della meditazione. Il combattimento divenne puramente spirituale, il nemico fu individuato in se stessi, nelle illusioni dell'ego che impediscono all'uomo di vedere la sua reale natura, e che si devono implacabilmente distruggere. In virtù di questa meravigliosa influenza nacque il Buschido, insieme di principi morali, codice d'onore, disciplina cavalleresca che ha come fine il perfezzionamento delle qualità fisiche e morali dell'uomo: il coraggio, la semplicità e la frugalità, la lealtà e la giustizia, la generosità e il disprezzo della morte. Fu per questo che lo Zen venne denominato "la religione dei samurai".

Clode Durix

 
Takuan Soho - La Saggezza immutabile

Takuan Soho

La Saggezza Immutalibe

 

La Via della Spada secondo lo Zen

La cultura giapponese, profondamente influenzata dal buddhismo Zen, ha riservato da sempre ha riservato da sempre una particolare attenzione alla sacralizazione della vita quotidiana negli aspetti concreti: ogni attività umana, dalla preparazione del più umile alimento all'arte della guerra, dalle arti figurative al buon governo, in quest'ottica peculiarente religiosa assurge al rango di Via di realizzazione spirituale.

Nel giappone feudale, a causa dell'importanza sociale e politica rivestita dal ceto gueriero, particoalre enfasi furiservata alla sacralizzazione delle differenti Vie marziali, dando vita a quell'esperienza assieme religiosa, politica e militare compendiata dal Bushido e ancor oggi viva.

Questo importantissimo testo del Maestro Takuan Soho spicca in mezzo al cospicuo numero di insegnamenti Zen rivolti a celebri guerieri e feudatari dell'epoca Edo per profondità spirituale e per una provocatoria, paradossale attualità.

Tratto dal libro

 
Gian Marco Olivé - Aikido l'arte della Relazione

Gian Marco Olivé

Aikido l'arte della Relazione

L'Aikido è generalmente offerto al pubblico come un'Arte Marziale. Come tutte le discipline e le filosofie orientali esercita un fascino immediato sull'uomo Occidentale. Ma, al di là della della curiosità per l'esotico o per l'aurea di potenza, cosa accade quando saliamo sul tatami? Qual è l'obbiettivo di quest'arte? In sintesi, a cosa serve l'Aikido in Occidente?

Partendo dal tatami e dall'esperienza maturata dalla pratica - lontano quindi da qualsivoglia teoria- questo libro offre stimoli, riflessioni e provocazioni alla ricerca del valore autentico, profondo ed umano che può assume oggi l'Arte-Aikido in Occidente. Il risultato è una ricerca appassionata dedicata agli aikidoisti - presenti e futuri - a tutti quelli che si interessano delle dimensioni evolutive dell'uomo e di investigare la natura psicofisica e bioenergetica.

Dallo scritto emerge la consapevolezza che gli aspetti "nutrienti" dell'oriente si attivano essenzialmente nell'incontro e nella ricerca di unità con la sua polarità - l'Occidente. Un incontro capace di vivificare le nostre esperienze, di nutrirle di quella meraviglia che, nel mondo del disincantato, può aiutarci a perdere qualcosa, a spiazzarci, a "spogliarci", e che tanto assomigli a ciò che solo l'amore sa offrire.

Tratto dal libro.